20 giugno 2005

Parco Ex Ospedale psichiatrico di Racconigi – ore 21.30

 

MONI OVADIA & THEATRUM INSTRUMENTORUM

«SHIR DEL ESSALEM»

OVVERO "CANTI PER LA PACE"

Theatrum Instrumentorum & Moni Ovadia
con la partecipazione di Faisal Taher
progetto musicale di Aleksander Sasha Karlik
mise en éspace Moni Ovadia, luci Virginia Manoni, costumi Matteo Giordano. Produzione Promo Music

 

L’erede della tradizione yiddish Moni Ovadia, il musicista serbo-croato Aleksander Sasha Karlic e il cantante palestinese Faisal Taher, insieme per un concerto-spettacolo che è un inno alla pace e alla tolleranza, in cui le voci di artisti di differenti culture e nazionalità si intrecciano per cantare le musiche delle tre religioni monoteiste: cristiana, ebraica e musulmana. Bulgara la nascita, greco-turca la famiglia del padre, ebraico-serba quella della madre. Un crocevia di culture che dalla biografia di Moni Ovadia si riflette sulla vocazione artistica. Profondo conoscitore e studioso della tradizione ebraica, Ovadia accoglie, soprattutto nei suoi lavori, le suggestioni di quell’intersezione linguistica e culturale, tra Occidente e Oriente, Islam, Ebraismo e Cristianesimo, che ben incarna l’idea di Mediterraneo. «L’umanità da secoli è divisa fra le ragioni della guerra e le ragioni della pace - dichiara Moni Ovadia - nessuno è in grado di indicarci la via da scegliere. Essa risiede nei nostri cuori e nelle nostre menti. Nessuno ha il diritto di proclamare: »Dio è con noi». La via della pace non è tracciata, essa va costruita pazientemente ogni giorno, ogni ora, ogni istante. Noi uomini di musica abbiamo uno strumento assai disarmato: il canto». «Fin dai tempi più remoti – ribadisce Aleksander Sasha Karlic – la musica ha avuto il potere di trascendere i confini di religione, cultura, geografia e etnicità. Certamente era questo il caso della Spagna medievale, dove la musica aveva collegato le culture cristiana, ebraica ed islamica in modi che ancora risuonano attraverso i secoli. Nella seconda metà del secolo XV, i popoli della Spagna, Cristiani, Ebrei e Musulmani, erano in gran parte mischiati a livello di cultura, lingua e sangue. In questo concerto sono presentati alcuni frutti musicali di questo incrocio, forse unico nella storia».

 

"... musicisti e cantanti cristiani, ebrei, musulmani e atei propongono una convivenza libera senza sopraffazione."

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