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Il programma del festival propone «Shir Del Essalem - Canti per la pace», scritto e diretto da Moni Ovadia. L’erede della tradizione yiddish è protagonista, insieme al musicista serbo-croato Aleksander Sasha Karlic e al cantante palestinese Faisal Taher, di un concerto-spettacolo che è un inno alla pace e alla tolleranza, in cui le voci di artisti di differenti culture e nazionalità si intrecciano per cantare le musiche delle tre religioni monoteiste (20 giugno, ex-ospedale psichiatrico di Racconigi, www.moniovadia.it).Un altro «mostro sacro» del teatro italiano, Ascanio Celestini, porterà in scena «Scemo di guerra - Roma 4 giugno 1944», ovvero il racconto dell’ultimo giorno dell’occupazione nazista, un’arguta litania che riesce a tenere avvinto l’uditorio per un’ora e quaranta di fila senza il minimo calo di interesse (11 giugno, ex-ospedale psichiatrico di Racconigi, www.ascaniocelestini.it). Emma Dante, uno dei talenti più vividi del teatro di ricerca italiano, con la Compagnia Sud Costa Occidentale proporrà «Vita mia», una veglia intorno a un letto, uno spettacolo bello da piangere, con un mistero doloroso e allo stesso tempo gaudioso sulla morte (21 giugno, ex-ospedale psichiatrico di Racconigi). La morte è anche al centro dello spettacolo forse più atteso del festival, «De senectute», che Vincenzo Gamna e Marco Pautasso, guidati dalla regia di Koji Miyazaki, hanno liberamente tratto dall’omonimo saggio sulla vecchiaia di Norberto Bobbio, edito da Einaudi. Una ricognizione sul mondo degli anziani, una riflessione sulla vita nelle case di riposo, con protagonisti l’attore Giovanni Moretti e gli attori del laboratorio del Centro Incontro Anziani di Racconigi e gli ospiti della Casa Albergo di Villa Biancotti Levis (dal 24 al 28 giugno, ex-ospedale psichiatrico di Racconigi, www.progettocantoregi.it). Il fresco Premio Ubu Virgilio Sieni proporrà «Cado», la parabola di una denuncia sociale in cui si apprezza il monumentale lavoro sul corpo, (8 giugno, Castello di Racconigi, prenotazione obbligatoria, www.sienidanza.it), Claudio Remondi e Riccardo Caporossi, anche loro vincitori del Premio Ubu, proporranno «Me & Me», una solitudine di tipo oratoriale, un’alienazione logorroica, un poetica non solo più mimetica, ma anche super-verbale (10 giugno, ex-ospedale psichiatrico di Racconigi). La Chiesa di San Giovanni Decollato di Racconigi farà da palcoscenico a «Fa’ che sia seta», ovvero storie settecentesche d’amore e di rivoluzione all’ombra dei filatoi di Racconigi. Infatti, sul finire del XVIII secolo Racconigi era l’indiscussa capitale sabauda della seta. Vi operavano allora 33 setifici, che davano lavoro ad oltre 4.000 persone su 12.000 abitanti. Un’epopea che Eric Minetto ed Emiliano Poddi hanno ricostruito partendo da un testo di Mario Monasterolo (dal 13 al 17 giugno, prenotazione obbligatoria, www.progettocantoregi.it). Conclude la rassegna lo spettacolo «Amen», di Grazia Isoardi, regia di Koji Miyazaki. Lo spettacolo è realizzato insieme ai detenuti del carcere «La Felicina» di Saluzzo e viene a concludere l’attività di laboratorio condotta da Grazia Isoardi, che quest’anno ha riguardato i temi della spiritualità. In «Amen», i detenuti mettono in scena i pilastri della spiritualità umana attraverso le grandi religioni (dal 6 all’8 luglio, Casa di Reclusione La Felicina di Saluzzo, prenotazione obbligatoria, www.progettocantoregi.it).

 

INFO & PRENOTAZIONI

Segreteria Voci Erranti - Ex Ospedale Psichiatrico di Racconigi, Tel/Fax: 0172.719624 - 340.2898057 - 338.3157459

 

Ufficio Stampa: Emanuele Rebuffini, 338 3542780, rebuffini.e@libero.it

 

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