Negli anni sessanta, in pieno boom economico, la fabbrica delle idee a Racconigi era l'ospedale psichiatrico. Così infatti veniva chiamata sarcasticamente la struttura del manicomio, quasi a voler sottolineare la percezione della differenza di valori esistente tra la fabbricazione operaia di beni materiali, degna di riconoscimento sociale, e la produzione visionaria di idee strane e bizzarre, di comportamenti abnormi e scandalosi, di "oggetti" immateriali socialmente censurabili. Oggi La fabbrica delle idee è una rassegna, promotrice essa stessa di un'utopia, di un progetto forse davvero un po' sui generis, legato alla valorizzazione di opere d'arte che sono frutto del lavoro e della passione di persone con abilità differenti: beni resistenti ad ogni forma di indifferenza e classificazione. Al fine di infrangere il muro dell'esclusione, dei pregiudizi, dell'oblio, l'utopia raccontata accoglie anche il lavoro multiforme di artisti che fanno dell'impegno civile e sociale il centro della propria ricerca, diventando iniziativa concreta contro ogni forma di stigmatizzazione della diversità. Oltre alla tradizionale area spettacoli dell'ex ospedale psichiatrico, sono sedi di rappresentazione anche il Castello Reale e alcune piazze del centro storico di Racconigi.