Si è chiusa la XV edizione della rassegna

Comunicato conclusivo:

Con quasi 1.200 presenze si chiude la XV edizione
del festival “La fabbrica delle idee” di Racconigi

1 luglio, Racconigi (Cn) – Con quasi 1.200 presenze in undici giornate di programmazione e nove spettacoli in cartellone, martedì 30 giugno si è conclusa la XV edizione del festival “La fabbrica delle idee”, organizzata da Progetto Cantoregi di Racconigi.

«Siamo molto soddisfatti e sorpresi di questa grande presenza di pubblico – commenta Marco Pautasso, direttore artistico del festival insieme con Vincenzo Gamna – che risulta essere discretamente maggiore rispetto agli anni passati. È un bel regalo per i quindici anni di attività del festival, un incentivo a impegnarci sempre di più sul fronte del teatro di ricerca e di impegno civile e sociale. Crediamo che il motivo principale de successo di queste edizione sia legato soprattutto alla scelta di compagnie italiane innovative e vitali, capaci di portare in scena temi di attualità e di offrire al pubblico significative occasioni di riflessione. A volte anche con ironia e divertimento. E siamo soddisfatti anche perché, nonostante la congiuntura economica sfavorevole e l'inevitabile contrazione delle risorse, siamo riusciti comunque a dare continuità alla nostra piccola utopia».

Il festival ha ospitato alcuni registi e le realtà teatrali che fanno della ricerca e sperimentazione la loro missione: César Brie e Ignacio Gómez Bustamante; Saverio La Ruina con Scena Verticale; Marco Martinelli con Teatro delle Albe; Valeria Raimondi, Enrico Castellani e Vincenzo Todesco con Babilonia Teatri; Giorgia Cerruti con Piccola Compagnia della Magnolia; Giordano Amato con Mutamento Zona Castalia, Aldo Pasquero e Giuseppe Morrone con Faber Teater.

Due le produzioni firmate da Progetto Cantoregi.

Lo spettacolo A bitter story #2, scritto da Fabio Ferrero e diretto da Koji Miyazaki, ha dato il via alla rassegna portando in scena i giovani cinesi della comunità di Barge e Bagnolo per una riflessione sul difficile rapporto tra generazioni e sul senso di precarietà in cui i ragazzi sinofoni vivono.

Ha concluso il festival lo spettacolo La vita non è che un’ombra che cammina di Vincenzo Gamna, Margy Mordenti e Marco Pautasso, diretto da Koji Miyazaki. In scena gli ospiti del Centro Diurno di Cussanio del Dipartimento di Salute Mentale dell'Asl Cn1 (Cuneo, Mondovì e Savigliano) e gli scout del gruppo Racconigi 1. Prendendo in prestito testi di Shakespeare, lo spettacolo ha proposto un viaggio nel gran teatro umano, fatto spesso di contrasti, e quindi nella vita e nella morte, nell’odio e nell’amore, nel potere e nella libertà, nella saggezza e nella follia, o meglio nella molteplicità di situazioni e temi che compongono il mistero della vita.
L'azione teatrale è l'esito di un lavoro di cinque mesi di una comunità allargata costituitasi attorno all'idea di una drammaturgia fatta di corpi, di suoni, di immagini, di emozioni, che sa unicamente nutrirsi di accoglienza, vuole incontrare la diversità, ha sete di un nuovo ascolto.
«Spesso nel riconoscersi nei versi shakespeariani – spiega Marco Pautasso – si ode un’eco di se stessi e della propria esistenza, ma si avverte ad un tempo un senso di vita rinnovata, anche se talvolta accompagnata talvolta da singolare inquietudine. Ma ritrovare realtà proprie è in qualche modo anche conoscere e affrontare se stessi, e la conoscenza, seppur sempre dolorosa, è comunque vita».
I testi di Shakespeare da cui sono tratti i vari quadri che attraversano lo spettacolo sono: Macbeth, Coriolano, Otello, Amleto, Re Lear, Sogno di una notte di mezza estate, Sonetto 116.

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