Abbecedario Invernale

Allestimento scenico scientifico su neve e freddo Ad una lettura distratta o frettolosa, la titolazione può indurre forse a fraintendimenti, o delineare intenti non pienamente corrispondenti alle finalità perseguite. Questo abbecedario, ideato e organizzato da FABRICA MIRABILIUM, al contrario di quei colorati e vivaci compendi scolastici d'antan cui idealmente si richiama, ancora ben presenti nella memoria dei più attempati, non manifesta velleità disvelative, non pretende di fornire rudimenti essenziali di una disciplina, o l'abbiccì di una materia, nello specifico di una stagione, né si incarica di esaurire un tema vasto e oggettivamente complesso come l'inverno. Intende proporsi invece, pur nella sua veste di allestimento scenico scientifico, come abbecedario altro . Un abbecedario che si differenzia non tanto per le scelte cromatiche, qui improntate ai candidi e quieti toni del bianco, ma in quanto decide di articolarsi non per concetti o per nozioni, bensì per emozioni. Emozioni che sprigionano da pochi ma simbolici oggetti, da suggestive plastiche immagini, da un ambiente che si rivela incantato, dove si combinano brevi estatiche visioni, musiche avvolgenti, suoni limpidi ed eterei, arrivando a comporre quasi una liturgia del generale inverno, modulata su una partitura di toccanti illuminazioni liriche, tutte iscritte nel segno e nel sogno della neve . Un ambiente scenico che finisce per rivelarsi, ai più attenti e sensibili, nella sua essenza più profonda e vera, come l' altrove emozionale spesso agognato, che sa toccare i recessi più profondi del nostro cuore, e all'occorrenza trasformarsi in una prodigiosa macchina del tempo, proiettandoci all'impronta nella stagione forse più felice della nostra infanzia. A quelle emozioni cardinali che hanno plasmato il nostro sentire, come incredulità, gioia, serenità, malinconia, ma talvolta anche paura, che scaturivano e turbinavano tutte insieme dall'epifania di quel magico ed ogni volta stupefacente fenomeno atmosferico che si chiama neve: quando il cielo sembrava improvvisamente collassare e si adagiava comodamente e compostamente sulla terra, e il paesaggio circostante subitamente si assopiva, le angolosità si ammorbidivano, le brutture pudicamente si acquattavano, e la vita recuperava d'un tratto, come per miracolo, un ritmo diverso, inesplorato, che scoprivamo assolutamente nostro, perché in perfetta sintonia al nostro essere, del tutto aderente ai nostri desiderata . Abbecedario invernale è dunque il nostro piccolo tentativo di far rivivere, anche se per pochi istanti, quello zenith emotivo, mai più dimenticato. Come a voler riscoprire un tempo. Il tempo della neve. Non solo una stagione, ma un momento di formazione. E a rendere così immortale nel nostro cuore il suo silenzioso canto.

 

 

30 anni di Cantoregi