Non smette mai di piovere

Venerdì 29 giugno e sabato 30 giugno, ore 21.30 Ex Ospedale Psichiatrico di Racconigi PROGETTO CANTOREGI NON SMETTE MAI DI PIOVERE (studio) di Berte Bakary e Marco Pautasso. Regia di Koji Miyazaki. Storie di ragazzi africani, di destini segnati, di bambini fatti crescere con le armi, mai giocattolo, educati ad uccidere, a non avere paura, anzi, a convivere, ad avere dimestichezza e familiarità con il pensiero della morte, propria o altrui. Depredati del futuro, dell’innocenza, sono costretti a correre, a fuggire sempre, a scappare dalla propria terra e dalla propria storia, obbligati ad inseguire vanamente i propri sogni in un altrove lontano, spesso ostile, diffidente, duro. Storie d’Africa. Di un continente dalle infinite risorse ma dove, anche quando si sta riparati, non si capisce bene perché, non smette mai di piovere, così come recita un noto detto ivoriano. L’autore: Berte Bakary, 37 anni, originario della Costa d’Avorio, vive a Carmagnola e lavora come operaio in una fabbrica metalmeccanica. Arrivato in Italia per fuggire dalla persecuzione etnica, ha scoperto il teatro durante la sua permanenza nel carcere di Saluzzo. Già autore di “Sono incazzato nero”. Dopo 7 ore di viaggio dalla Costa d’Avorio arriviamo in Liberia. Alla frontiera siano obbligati da un gruppo di ribelli armati a spogliarci nudi. Nudi come quando si nasce. Tra le persone che trasportavamo individuano subito tre liberiani: due donne e un uomo. Prendono la più anziana. Inscenano una sorta di rituale intorno a lei, poi, all’improvviso, la sgozzano come una capra. Io rimango impietrito, mentre un altro dei ribelli, con un colpo secco di machete, amputa le mani dell’uomo. L’altra donna viene infilata dentro ad una specie di torretta, fatta con le gomme delle automobili. La cospargono di benzina e le danno fuoco. Ci ordinano di metterci tutti in ginocchio. Ci chiedono, gridando, chi di noi sia il battistrada, minacciandoci di bruciarci tutti vivi… Senza nemmeno rendermi conto, mi ritrovo in piedi. Il più giovane dei ribelli, quasi un bambino, avvicina il suo mitra alla mia faccia. Spara una raffica in aria. Nello stesso istante, spariscono tutti nel nulla.

 

30 anni di Cantoregi