Cantoregi al Borgo Salsasio di Carmagnola

Domani saremo a Carmagnola, per commemorare il 75° anniversario dell’incendio di Borgo Salsasio con la proiezione della nostra drammatizzazione teatrale “Il giorno di San Giacomo” e con letture e canti di Anita Cordasso e Valentina Perlo.

Ecco qui tutte le info.

Giovedì 25 luglio 2015, ore 21
Borgo Salsasio, Carmagnola (To)

Il 25 luglio del 1944 Borgo Salsasio, uno dei più antichi borghi di Carmagnola, viene incendiato dai nazifascisti che, per rappresaglia in seguito a uno scontro con i partigiani, diedero fuoco a più di cento case, bruciando, insieme con gli edifici, anche gli animali, gli oggetti cari, i ricordi, le proprietà acquistate con i sacrifici di una vita. I carmagnolesi ancora ricordano il triste episodio e lo commemorano ogni anno. Quest’anno, in occasione del 75° anniversario dell’incendio, il Circolo Anpi di Carmagnola, con il patrocinio e il sostegno dell’Anpi Provinciale propone una serata rievocativa, in collaborazione con l’Associazione Amalia Gallo e Progetto Cantoregi.

L’appuntamento è giovedì 25 luglio alle ore 2 per l’omaggio alla lapide che ricorda la tragedia. Alle ore 21.30 ci si sposta quindi al teatro comunale adiacente la Chiesa si San Salsasio per proseguire la serata commemorativa con la proiezione della drammatizzazione teatrale Il giorno di San Giacomo (1994), accompagnata da letture sulla Resistenza, interpretate da Valentina Perlo e dal canto affidato alla voce di Anita Cordasso “Siamo i ribelli della montagna”, tratto dallo spettacolo “Il prete giusto” di Progetto Cantoregi.

Borgo Salsasio ha voluto affidare la commemorazione a Progetto Cantoregi, perché nel 1994, a cinquant’anni dalla catastrofe, la compagnia aveva portato in scena la drammatizzazione storica Il giorno di San Giacomo, ideata e realizzata insieme con il Laboratorio Teatrale del Liceo Baldessano e i cittadini Salsasio per la regia di Vincenzo Gamna. Furono più di novanta attori, tra studenti e abitanti, che rievocarono quel drammatico giorno, in una commemorazione collettiva dalla grande forza evocativa.

«Non c’è che un modo per realizzare la Resistenza: ed è quello di continuare a resistere.
Di continuare a resistere, ogni giorno, agli allettamenti che ci vengono dagli sbandieratori di facili miti o dagli amanti della confusione mentale; alle passioni incontrollate che ci spingono ora a destra ora a sinistra a seconda degli umori e degli eventi; alla seduzione della pigrizia che ci getta in braccio allo sconforto e ci rende inattivi e indifferenti. Un regime di libertà non si crea coi miti, ma con la chiarezza mentale applicata ai problemi socialmente utili; non si crea neppure con le passioni scatenate, anche se sublimi, ma con la moderazione del giudizio, con il controllo di sé, con la disciplina mentale; e neppure con la indifferenza ma con la partecipazione attiva ai problemi del nostro tempo». Norberto Bobbio

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