Un narratore attraversa archivi, affreschi e paesaggi alpini sulle tracce di Hans Clemer, pittore tra Medioevo e Rinascimento, in un racconto visionario dove memoria, arte e immaginazione si intrecciano.
Hans Clemer. Biografia non autorizzata
un film di Fredo Valla e Fabio Ferrero
con Gian Luca Favetto
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Prodotto dal Comune di Elva
con SMK Factory e Progetto Cantoregi
Pochi decenni fa riaffiorava il nome di Hans Clemer, pittore alemanno vissuto tra Medioevo e Rinascimento, divenuto il Maestro d’Elva e artista di corte del Marchesato di Saluzzo. Il film segue il viaggio visionario di un Narratore che, tra archivi, affreschi, incontri e paesaggi, ricompone i frammenti di una storia dimenticata. Non una ricostruzione, ma una favola moderna: la pittura di Clemer riemerge nel tempo presente. Un racconto ipnotico e non lineare, che unisce arte e mistero, realtà e immaginazione. Un film-sogno, un’indagine poetica sul potere delle immagini e sul bisogno umano di ascoltare e raccontare storie.
Un uomo cammina sul margine della storia, inseguendo la traccia quasi cancellata di Hans Clemer. Il film nasce da questo gesto: mettersi in ascolto. Non una ricostruzione filologica, ma un attraversamento sensibile, in cui il Narratore si lascia guidare da immagini, incontri e intuizioni. Gli affreschi non vengono spiegati: emergono, risuonano, si trasformano in visioni. Il racconto si sviluppa su due registri: uno più esplicito, in cui la voce accompagna lo spettatore, e uno più immersivo, fatto di apparizioni, frammenti, dettagli. I luoghi – Elva, Saluzzo, la Provenza, le Fiandre – diventano tappe di un pellegrinaggio dello sguardo, dove il tempo si stratifica e la memoria prende forma. La struttura è ellittica, aperta, costruita per rimandi e ritorni. La pittura di Clemer riemerge nel presente, nei volti, nelle stagioni, nella luce. Il film non cerca risposte, ma accoglie il mistero, restituendo allo spettatore l’esperienza di un incontro: con un artista, con un paesaggio, con il bisogno profondo di ascoltare e raccontare.
Il progetto nasce dalla volontà del Comune di Elva di riportare alla luce la figura di Hans Clemer attraverso un linguaggio cinematografico capace di coniugare rigore e libertà espressiva. Decide di investire parte del PNRR bando borghi e contatta Fredo Valla per la regia. L’idea è non lavorare ad un documentario tradizionale, ma un’opera ibrida, che intreccia ricerca storica, osservazione del reale e dimensione poetica. Ai fondi del comune di Elva si sono aggiunti quelli del territorio saluzzese (Comune e Fondazione bancaria locale) e di altre realtà pubbliche e private. Il quadro finanziario si è chiuso con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte attraverso il bando Piemonte doc film Fund. La lavorazione si è sviluppata attraverso un lungo lavoro sul territorio – in particolare tra la Valle Maira, Saluzzo e altri luoghi legati alla presenza di Clemer come Francia e Fiandre – affiancato da una ricerca archivistica e iconografica. Centrale è stato il dialogo con studiosi, restauratori e comunità locali, così come la costruzione di un dispositivo narrativo in grado di valorizzare il materiale raccolto senza irrigidirlo in una forma didascalica. La fase di montaggio rappresenta il cuore del processo creativo: è qui che i diversi livelli – immagini, suono, voce – trovano equilibrio e senso. Il progetto prevede due versioni: un director’s cut, destinato al circuito festivaliero e culturale, e una versione broadcast, più contenuta e accessibile, pensata per la diffusione televisiva e piattaforme. Entrambe dialogano con il territorio e con contesti espositivi e museali.














