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In viaggio con le parole

Un viaggio intorno al mondo attraverso le pagine di grandi autori classici e della contemporaneità. È la serata di letture e musica “In viaggio con le parole”, ideata da Progetto Cantoregi, che si svolgerà sabato 5 ottobre alle ore 21 a Racconigi (Chiesa di Santa Croce, via Morosini) durante la quale il Comune presenterà il programma 2019/20 dell’Università per le Tre Età. “In viaggio con le parole” Si svilupperà attraverso letture da romanzi, saggi, poesie o poemi che hanno raccontato luoghi reali, ma anche immaginati, spazi geografici, ma anche mentali. Viaggi di avventura, realizzati per il piacere della novità e della scoperta; viaggi compiuti per comprendere paesi e popoli lontani; viaggi per conoscere se stessi; viaggi negli abissi più oscuri dell’umanità; viaggi di fantasia, per aderire alla realtà. Una serata che farà viaggiare lo spettatore da una parte all’altra del globo con le parole di grandi maestri della letteratura internazionale che hanno saputo raccontare territori, paesi e città ognuno con la propria sensibilità e il proprio sguardo. Tra le esplorazioni proposte, si passerà dal Portogallo di José Saramago (Viaggio in Portogallo) alla Patagonia di Bruce Chatwin (In Patagonia), dall’Oriente descritto dallo sguardo di Ryszard Kapuściński (In viaggio con Erodoto) agli Stati Uniti on the road di Jack Kerouac (Sulla Strada). Ma anche dalle profondità degli abissi dell’umanità e della disperazione raccontate da Louis-Ferdinand Céline (Viaggio al termine della notte), alle atmosfere tristemente apocalittiche di Cormac McCarthy (La strada). Fino al viaggio della baleniera Pequod in Moby Dick di Herman Melville, tra inquietudini e sogno. La serata sarà presentata da Cristina Fenoglio, con letture da parte sua e di Fabio Ferrero, Elide Giordanengo, Vincenzo Leuzzi e Andrea Piovano. I brani musicali, scelti per essere in sintonia con i testi proposti, sono affidati alla voce della cantante Chiara Catrambone. Entrata libera, con rinfresco a fine serata. A inizio serata il Sindaco di Racconigi Valerio Oderda e la consigliera delegata UniTre Giulia Porchietto porteranno i saluti al pubblico.

Bellezza e digitale: il binomio fantastico

Gianni Rodari era solito coinvolgere i bambini nel gioco creativo del “binomio fantastico”, invitando i suoi alunni a scegliere coppie di parole e a metterle in relazione, stabilendo così connessioni e storie impreviste e spiazzanti.

Traendo ispirazione da questo fantasioso approccio alla creazione artistica, l’Istituto Comprensivo Bartolomeo Muzzone di Racconigi e l’associazione Progetto Cantoregi hanno ideato il progetto per gli studenti “Bellezza e digitale: il binomio fantastico”, che ha ottenuto il finanziamento del bando “Educare alla bellezza” 2019 della Fondazione CRC.

Le due parole con cui i ragazzi verranno invitati a confrontarsi saranno appunto bellezza e digitale: due concetti oggi in aperta antitesi nel comune sentire e con i quali si andrà a ricomporre un nuovo binomio fantastico, per aiutare così i più giovani a riconoscere la bellezza – soggettiva o oggettiva – e trasmetterla attraverso i nuovi media.

L’idea alla base del progetto parte dalla consapevolezza che l’utilizzo di smartphone e tablet, di Instagram e Facebook e degli altri social media è parte integrante del mondo dei nativi digitali e che quindi, di là di facili demonizzazioni, occorre trasmettere un utilizzo sempre più consapevole dei nuovi mezzi di comunicazione di massa e impiegarli per favorire concrete opportunità di apprendimento e sviluppo, per sostenere l’integrazione sociale, per stimolare la creatività.

Ma anche per imparare a esprimere il concetto di bellezza che ogni ragazzo sviluppa in maniera soggettiva, frutto di una progressiva costruzione personale, e che può essere affinato col tempo, grazie a maestri che sappiano guidare attraverso sentieri culturali liberi da ogni pregiudizio.

Il mondo si può guardare ad altezza d’uomo, ma anche dall’alto di una nuvola”, scrive Rodari nella sua Grammatica della fantasia. Questa affermazione del più importante pedagogista italiano risulta oggi di particolare attualità e lungimiranza. E poco importa se la nuvola oggi ha le sembianze di un cloud. Piace infatti pensare che la parola digitale possa non essere affiancata a rischi, violenza verbale, dipendenza, cyberbullismo o a contenuti destinati a scomparire nel giro di pochi giorni.Il progetto “Bellezza e digitale: binomio fantastico” si sviluppa su due anni, a partire dall’anno scolastico 2019/2020 per le classi delle medie.

È stato messo a punto dall’Istituto Muzzone con il preside Giannino Marzola e l’insegnante Cristiana Panero e da Progetto Cantoregi con il presidente Marco Pautasso e i consulenti esperti di digitale Francesco Morgando, Francesco Tarchetti e Mattia Venturi.

La prima fase si concentra sul riconoscimento della bellezza preesistente. Tutor e docenti accompagneranno gli studenti nel percorso di ricerca e di riconoscimento del bello, per scoprire la bellezza nella propria quotidianità e nel proprio territorio. Un processo che può riguardare diversi campi e declinazioni: il bello dell’arte in tutte le sue espressioni; il bello della e nella natura; il bello del paesaggio; il bello delle tradizioni (dal cibo ai mestieri, dai canti e musiche popolari ai racconti orali); il bello della comunità, della partecipazione e della mutualità.

Nella seconda fase (anno scolastico 2020/2021) gli studenti useranno profili social per raccontare ed esprimere la loro bellezza. Ai ragazzi saranno trasmessi i rudimenti dei linguaggi utili a sviluppare le potenzialità delle piattaforme digitali, le tecniche per utilizzo dei social media, con la grammatica base. Si insegnerà come creare video, fotografie, fare teatro, ecc. Alla fine dell’attività i materiali realizzati verranno raccolti, montati e presentati a docenti, ai genitori e alla cittadinanza.

In un appuntamento finale alla SOMS di Racconigi, gestita da Progetto Cantoregi, saranno proiettati un video, che racconterà le successive fasi del lavoro svolto dai ragazzi, e un breve documentario, che mostrerà come la bellezza è stata riconosciuta, scoperta e valorizzata.

Presto si definiranno le classi che parteciperanno e la data ad ottobre 2019 per l’avvio del progetto

«Kafka scriveva “Si fotografano delle cose per allontanarle dalla propria mente. Le mie storie sono un modo di chiudere gli occhi” – spiega il presidente di Progetto Cantoregi, Marco Pautasso – . Talvolta bisogna chiudere gli occhi per poter vedere. Sarà così anche per i nostri ragazzi. Al termine del percorso programmato, siamo certi, anche chiudendo gli occhi, sapranno riconoscere, vedere e comprendere altre forme di bellezza, anche le più nascoste. Consapevoli di possedere uno sguardo nuovo e incisivo, sapranno andare oltre all’apparenza delle cose, potendo così scrutare la realtà a fondo, e da prospettive diverse, e scoprire così, come in un’epifania, quella bellezza recondita che spesso vi si annida».